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Pronte? Via! La primavera-estate 2016 di Amalia ha inizio

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Amalia di bolina a vele ridotte
Amalia di bolina a vele ridotte

Care naviganti e vacanziere, amiche di Amalia e amiche di amiche, la barchetta si è svegliata dal letargo invernale, la primavera è già qui, la voglia di navigare è irrefrenabile, e quindi abbiamo già mollato gli ormeggi!

Siamo da qualche giorno all’isola d’Elba, dove veleggeremo i giorni di Pasqua e resteremo fino alla fine di aprile per gli ultimi lavoretti di manutenzione. L’idea poi è di riscendere verso sud e navigare a maggio e giugno tra l’arcipelago toscano, le isole Pontine, arrivando fino a Ischia, Procida, Capri e alla costiera amalfitana, godendocele un pò fuori stagione.

A luglio e agosto saremo di nuovo all’isola d’Elba, dove il mare è splendido, le baie infinite e non così affollate, gli approdi sicuri, i porti relativamente economici e i trasporti per arrivare accessibili per tutte.

Alba nel porto di Ponza
Alba nel porto di Ponza

E a settembre, per finire in bellezza, ci piacerebbe di nuovo rispingerci a sud per passare il mese di ottobre al caldo della Sicilia e prolungare l’estate…

Per le superattive, ad agosto ci sarà a bordo un’insegnante di yoga e a luglio e ad ottobre un’insegnante di fotografia: sarà quindi possibile affiancare lezioni di yoga o di fotografia alle veleggiate, alle nuotate, al sole e al relax.

Amalia crew
Amalia crew 2015

E se siete un gruppo numeroso, all’isola d’Elba è possibile navigare in flottiglia con Luna, la gemellina di Amalia, anche lei una Dufour 31, anche lei una barca di donne.

Programma indicativo (meteo permettendo):
– Pasqua all’isola d’Elba (già prenotata)
– 23 aprile-1 maggio: isola d’Elba, Arcipelago toscano (Capraia, Giglio, Giannutri)
– 2 maggio-19 giugno: Arcipelago toscano, Pontine (Ponza, Palmarola, Ventotene), Arcipelago napoletano (Ischia, Capri, Procida), Costiera amalfitana
– 25 giugno-3 luglio: isola d’Elba (2 posti liberi)
– 4-10 luglio: isola d’Elba (già prenotata, navigazione in flottiglia con Luna)
– 11 luglio-28 agosto: isola d’Elba
– settembre-ottobre: Pontine, Arcipelago napoletano, e se si riesce… Sicilia!

Contattateci al più presto se volete navigare con noi. Ma state attente… navigare tra donne è terribilmente contagioso 😉

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Una velista tra i ghiacci delle Svalbard

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copj170.aspLaura Canepuccia, velista e montanara, fotografa e scrittrice, giardiniera e cuoca raffinata, ci regala questo viaggio nei mari artici, per parole e per immagini.

Le Svalbard sono un arcipelago del mare Glaciale Artico. Posizionate tra i 74° e gli 81° Nord, e tra i 10° e i 34° Est, sono la parte più settentrionale della Norvegia e le terre abitate più a Nord del pianeta, a 900 km dal Polo Nord.

“La terra degli orsi bianchi è molto delicata. Non piove mai e una qualunque impronta rimane scolpita nel terreno per anni. Il freezer del mondo surgela ogni cosa. Le cicatrici dell’uomo rimangono su questa terra come ferite che la natura non riesce a curare.
[…] E’ un luogo pieno di contraddizioni. Da una parte una terra estrema, forte e delicata allo stesso tempo, dall’altra l’uomo, aggressivo, sporco e invadente. Questa è la cosa più evidente dell’arcipelago”.

L’amore per la natura, il mare, la montagna e le emozioni forti, insieme ad una lunga esperienza come marinaia su barche prestigiose, portano Laura Canepuccia ad imbarcarsi per sei mesi su uno splendido Challenge ’67, imbarcazione nata per partecipare alla regata The Global Challenge, il giro del mondo controvento in partenza ad ottobre dall’Inghilterra. A bordo ci sono il comandante olandese Ian ed equipaggi spesso interamente maschili. Laura ha accettato questo imbarco per imparare a navigare nei mari del Nord. Ian lo sa bene, ma come spesso accade il machismo prende il sopravvento e a un certo punto Laura deve lottare per stare al timone, alle manovre o essere resa partecipe delle decisioni.

“Ci avviciniamo velocemente alle isole con diverse zone di bassi fondali. Io sempre al timone. Ian fa da navigatore. Non ho indossato i miei pantaloni impermeabili prima di tuffarmi al timone e dopo pochissimo mi ritrovo completamente bagnata. Ma non mollo. L’adrenalina mi tiene calda.
[…] Un nuovo punto critico. Guardo Ian. Le mie ciglia sono piene di sale, i pantaloni completamente bagnati, ma non mollo.
[…] Tengo il timone, duro, pesante. Intravedo l’entrata, tutta alla mia sinistra, attraverso il paraspruzzi ricoperto di sale e di acqua. Sono completamente nelle sue mani. Punto verso terra. Solo all’ultimo dice: “Ok. Ora tutto a sinistra, vai!”. Giro decisa. Passo con le rocce alla mia destra così vicine che mi vengono i brividi. Entro. All’interno, il vento è sempre trentacinque nodi ma le onde sono completamente scomparse. Sono emozionata, felice e piena di energie.
“Hey! You are a little devil! That was so good! Well done!”. Caliamo l’ancora insieme a prua. Questi sono i momenti che cerco. La condivisione delle emozioni che la natura regala e alle volte impone”.

Un racconto che si legge tutto d’un fiato e immagini rare per meravigliarsi ancora della bellezza della natura.

Per essere informate sulle presentazioni e gli eventi collegati al libro c’è la pagina FB di Svalbard.

Se volete saperne di più, ecco un’intervista a Laura Canepuccia.