Laura Canepuccia

Una velista tra i ghiacci delle Svalbard

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copj170.aspLaura Canepuccia, velista e montanara, fotografa e scrittrice, giardiniera e cuoca raffinata, ci regala questo viaggio nei mari artici, per parole e per immagini.

Le Svalbard sono un arcipelago del mare Glaciale Artico. Posizionate tra i 74° e gli 81° Nord, e tra i 10° e i 34° Est, sono la parte più settentrionale della Norvegia e le terre abitate più a Nord del pianeta, a 900 km dal Polo Nord.

“La terra degli orsi bianchi è molto delicata. Non piove mai e una qualunque impronta rimane scolpita nel terreno per anni. Il freezer del mondo surgela ogni cosa. Le cicatrici dell’uomo rimangono su questa terra come ferite che la natura non riesce a curare.
[…] E’ un luogo pieno di contraddizioni. Da una parte una terra estrema, forte e delicata allo stesso tempo, dall’altra l’uomo, aggressivo, sporco e invadente. Questa è la cosa più evidente dell’arcipelago”.

L’amore per la natura, il mare, la montagna e le emozioni forti, insieme ad una lunga esperienza come marinaia su barche prestigiose, portano Laura Canepuccia ad imbarcarsi per sei mesi su uno splendido Challenge ’67, imbarcazione nata per partecipare alla regata The Global Challenge, il giro del mondo controvento in partenza ad ottobre dall’Inghilterra. A bordo ci sono il comandante olandese Ian ed equipaggi spesso interamente maschili. Laura ha accettato questo imbarco per imparare a navigare nei mari del Nord. Ian lo sa bene, ma come spesso accade il machismo prende il sopravvento e a un certo punto Laura deve lottare per stare al timone, alle manovre o essere resa partecipe delle decisioni.

“Ci avviciniamo velocemente alle isole con diverse zone di bassi fondali. Io sempre al timone. Ian fa da navigatore. Non ho indossato i miei pantaloni impermeabili prima di tuffarmi al timone e dopo pochissimo mi ritrovo completamente bagnata. Ma non mollo. L’adrenalina mi tiene calda.
[…] Un nuovo punto critico. Guardo Ian. Le mie ciglia sono piene di sale, i pantaloni completamente bagnati, ma non mollo.
[…] Tengo il timone, duro, pesante. Intravedo l’entrata, tutta alla mia sinistra, attraverso il paraspruzzi ricoperto di sale e di acqua. Sono completamente nelle sue mani. Punto verso terra. Solo all’ultimo dice: “Ok. Ora tutto a sinistra, vai!”. Giro decisa. Passo con le rocce alla mia destra così vicine che mi vengono i brividi. Entro. All’interno, il vento è sempre trentacinque nodi ma le onde sono completamente scomparse. Sono emozionata, felice e piena di energie.
“Hey! You are a little devil! That was so good! Well done!”. Caliamo l’ancora insieme a prua. Questi sono i momenti che cerco. La condivisione delle emozioni che la natura regala e alle volte impone”.

Un racconto che si legge tutto d’un fiato e immagini rare per meravigliarsi ancora della bellezza della natura.

Per essere informate sulle presentazioni e gli eventi collegati al libro c’è la pagina FB di Svalbard.

Se volete saperne di più, ecco un’intervista a Laura Canepuccia.

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